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   Messaggio della Presidenza della Repubblica Italiana Riduci

(telegramma ricevuto il 14 Aprile 2006)

"Il Festival Resistente, giunto alla ottava edizione, rinnova nella coscienza collettiva il ricordo della guerra di Liberazione, una pagina decisiva nel cammino di crescita e di progresso della Nazione.
Rafforzare sopratutto nei giovani la Memoria di questo passato ci aiuta a proseguire nell'impegno in difesa dei valori di libertà, di giustizia e di solidarietà che sono alla base della democrazia.
Con questi sentimenti il Presidente della Repubblica invia agli organizzatori, alle autorità e a tutti i presenti un saluto partecipe cui unisco il mio personale"


Gaetano Gifuni
Segretario Generale Presidenza della Repubblica

 
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   Concessione del Patrocinio della Regione Toscana Riduci

(al Presidente dell'Associazione Festival Resistente)

"Gentile Presidente, in risposta alla sua cortese lettera del 24/03/06, ho il piacere di comunicarle che, in considerazione del rilievo culturale e dell'interesse che la manifestazione in oggetto riveste, abbiamo accolto positivamente la richiesta di patrocinio".

Claudio Martini
Presidente della Regione Toscana

 
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   25 Aprile 2007. Intervento del Sindaco del Comune di Grosseto Riduci

Su gentile concessione del sindaco del Comune di Grosseto, Emilio Bonifazi, pubblichiamo il testo integrale del suo intervento alle commemorazioni ufficiali della "Festa della Liberazione" del 25 Aprile 2007 nella città di Grosseto.

Per scaricare il documento clicca qui...

 
 
     
     
 
   25 Aprile 2008. Intervento del Presidente della Provincia di Grosseto Riduci

Su gentile concessione del Presidente della Provincia di Grosseto, Lio Scheggi, pubblichiamo il testo integrale del suo intervento alle commemorazioni ufficiali della "Festa della Liberazione" del 25 Aprile 2008 nella città di Grosseto.

Per scaricare il documento clicca qui...

 
 
     
     
 
   Aperitivi di Resistenza Maremmana (6-10-08) Riduci
Ireneo Pimpinelli ha lavorato nelle miniere della Società Montecatini di Boccheggiano. Non ha frequentato nessuna scuola, ha imparato a leggere e scrivere grazie al suo grande amore per la cultura.

“La guerra”
(Poesia scritta nel 1917)
(frammenti)
……………………………………………….

Così, l’un dopo l’altro, i governanti,
dentro il cerchion della diplomazia,
scusandosi in difesa tutti quanti
e per salvar la patria dinastia,
mandan le turbe inconsce ed ignoranti
a uccidere, rubare e far la spia,
contro quei gran nemici, che fin d’ ieri,
furon compagni in miniere ed in cantieri.

Senza parlar di mercatura e d’oro
di quei che generar la guerra sanno,
dice semplicemente che costoro
dichiarano la guerra e non ci vanno;
preparan l’armi e stanno a casa loro,
e gli incoscienti macellar li fanno.
Col vecchio motto - Armiamoci e partite-
Appagan le turbe denutrite.
…………………………………………………..

Regni ovunque la colpa. Ormai son certe
le vittime, le stragi e le contese
che in cielo, in terra, in mare or si converte
tutto a soqquadro di pazzesche imprese.
Io son di un parer mio che non diverte,
per cui sarebbon le nazioni intese
di decimar la massa proletaria,
e condannar chi resta a campar d’aria.

Ma se questo lo vuol la borghesia
dell’alta sfera che governa e regge,
non mi limiterò a chiamarla ria,
senza cuor, senza senno, senza legge,
e che spezza del mondo ogni energia,
calcando il popol, mansueto gregge;
ma non so scaricar tutte le colpe
su della borghesia, vecchiaccia volpe.
…………………………………………………………….

Perciò invoco le classi più avanzate
e che tutte callose hanno le mani,
d’esser nel comun bene affezionate;
dai comuni rurali a quelli urbani,
fino al di là delle frontiere ingrate,
traverso mari, monti, boschi e piani,
e gli abitanti di tutta la terra,
di far la guerra, ma la nostra guerra!

La nostra guerra: se nell’alto strato
dirigente, nazione, regno o impero,
e s’armi l’uno contro l’altro stato,
nel fosco diplomatico mistero,
la grande massa del proletariato,
come un sol uomo gigantesco e fiero,
deve tuonar la voce e trincerarsi
contro i delitti che dovrebbon farsi.
……………………………………………………………………….

(I socialisti di Boccheggiano lottarono accanitamente contro l’intervento dell’Italia nella guerra del 1915-18, e Ireneo Pimpinelli ha cercato con i suoi semplici versi, di trasmetterci gli ideali che li animavano in quei giorni gloriosi).
 
 
     
Festival Resistente