Homo homini lupus
di Matteo Rovere
Novembre 1944, campagna laziale.
Le ultime ore di vita di un partigiano.
Il tentativo di ricordare cosa significa, e quanto è difficile, essere liberi.
"Sarò fucilato all'alba per un ideale, per una fedeche tu, mia figlia,un giorno capirai appieno.
Non piangere mai per la mia mancanza... il tuo Babbo non morrà mai. Egli ti guarderà, ti proteggerà ugualmente: ti vorrà sempre tutto l'infinito bene che ti vuole ora e che ti ha sempre voluto fin da quando ti sentì vivere dentro tua Madre. So di non morire...
Sapessi quante cose vorrei dirti, ma mentre scrivo il mio pensiero, galoppa nel tempo futuro che per te sarà, deve essere felice. E non importa che io ti dica tutto ora, te lodirò sempre, di volta in volta, colla bocca di tua Madre, nel cui cuore entrerà la mia anima intera, quando lascerà il mio cuore.
Vai sempre a fronte alte per la morte di tuo Padre."
Paolo Braccini, lettera alla figlia Gianna.
3 Aprile 1944.